Workshops

Lo sguardo nel teatro-danza tra  occidente e oriente

 

Yato hasta statodrishtihi...dove va la mano, gliocchiseguono
Yatodrishtistatomanaha...dove gliocchivanno, la mente segue
Yatomanastatobhavaha...dove va lamente, c’e’ ilsentimento
Yatobhavastatorasaha...dove c’e’ ilsentimento, c'è l’umore/il gusto, l’ apprezzamento dell'arte, la beatitudine estetica.
Il workshop intende proporre un percorso di studio composto da differenti tecniche, occidentali ed orientali, acquisite da Giovanna Summo nel corso della sua lunga e variegata formazione artistica:la tecnica di movimento della contact improvisation, la tecnica di recitazione del metodo Stanislavskij-Strasberg e quella del teatro-danza kutiyattam.

La combinazione di queste tecniche, che danno tutte un’importanza rilevante al movimento degli occhi e allo sguardo, permette di acquisire una conoscenza complessiva sull’ argomento, osservato da vari punti di vista.

Il Kutiyattam, basato sull’antico trattato del Natyashastra e sulla tradizione teatrale del Kerala, ha sempre riconosciuto l’importanza del movimento degli occhi e dell’ espressione dello sguardo come base della rappesentazione scenica. Lo sguardo, in connessione con il gesto, fornisce la direzione, lo spazio e l’intensita’ dell’emozione nel descrivere e raccontare una storia.Il kutiyattam, nel corso degli anni, ha elaborato una tecnica specifica per sviluppare questa paticolare modalita’ espressiva.

L’arte occidentale non possiede unaviva tradizione in questo campo, sebbene negli ultimi anni si noti un interesse crescente sull’ argomento.

Vediamo che la ricerca scientificapone l’accento sull’ importanza del movimento degli occhi nell’organizzazione funzionale del corpo, cosi’ come la ricerca artistica rivaluta l’importanza dello sguardo per sviluppo di una qualita’ naturale ed organica nel movimento e nella recitazione.

Una parte della ricerca della contact improvisation, ispirandosi all’ “autentic movement”, ha negato inizialmente la funzione visiva, sviluppando un ampio lavoro ad occhi chiusi, per poi riconquistarla successivamente in una rinnovata edequilibrata percezione corporea. Un lavoro significativo sullo sguado e’ quello del metodo di recitazione Stanislawskji-Strasberg, che attraverso il risveglio dell’immaginazione e della memoria sensoriale, ha sviluppato una tecnica capace di attivare il potenziale creativo della visione, cioe’ la capacita’ che lo sgualdo possiede nel vedere “oltre”, nell’ immaginare realta’ “inesistenti”, che hanno il potere di trasformare profondamente la percezione e l’espressione del corpo.

Siddharta, da Hermann Hesse



Siddharta, il protagonista del romanzo di Hermann Hesse, e’ “colui che cerca”, colui il quale non si accontenta delle esperienze acquisite, ma e’ sempre alla ricerca di altre possibilita’. Non si ferma al senso comune,ma segue un’istinto interiore, il solo che puo’ guidarlo verso nuovi orizzonti.

Da questa descrizione emerge una chiara similitudine tra Siddharta e la figura dell’artista, figura complessa ed articolata, pronta ad avventurarsi in nuovi paesaggi sconosciuti, con un forte senso vitale di necessita’ che si fonde al senso dell’arte.

Il workshop, che prevede una rappresentazione finale, si immerge pienamente nella poetica di Hermann Hesse; narratore, poeta, pittore, ericercatore d’eccellenza,capace di creare atmosfere fortemente coinvolgenti, tra realta’ ed immaginazione.

I partecipanti al workshop saranno guidati, attraverso l’improvvisazione e la composizione, nel creare materiali performativi, su temi presenti nel romanzo Siddharta: il viaggio, l’amicizia, l’amore,la morte, il fiume. Tali materiali saranno costruiti usando tutte le possibilita’ espressive del performer: testo recitato e cantato, movimenti astratti e gestuali, uso del disegno/colore come partitura dell’ azione creativa.

Il lavoro sara’ coadiuvato da un training quotidiano basato sul rapporto danza/suono/ immagine/parola, che prevede l’uso di tecniche orientali ed occidentali.

La durata e’ di una settimana, per 6 ore al giorno, con l’intero giorno finale dedicato alla performance.

Introduzione al Kutiyattam



Il workshopteorico e pratico qui proposto, correlato ad una dimostrazione di lavoro, vuole introdurre i partecipanti, attraveso esercizi e filmati, al ricco panorama artistico e culturale del kutiyattam e al suo complesso training dell’attore.

Programma:

Breve introduzione teorica, proiezione del video Netra and hasta in kutiyattam.

Esercizi di respirazione, movimento degli occhi, movimento delle mani, espressioni del viso e uso della voce.

Studio dell’opera Putana Moksham ( la liberazione di Putana) Pratica dei mudras e degli slokas piu’ significativi dell’opera.

Dimostrazione di lavoro Putana Moksham, Nangiarkoothu

Interprete: Giovanna Summo

Musica registrata: Mizavu; kalamandalam Sajit Vijayan, kalamandalam Rahul Aravind.Talam; Kalamandalam Vijitha M.P. Idaka; Nihil Balakrishnan.

Putana Moksham, la liberazione di Putana, e’ uno degli episodi dello Sree Krishnacharitham, uno tra gli spettacoli piu’ rappresentati nel Nangiarkoothu.

Kamsa, il malvagio zio di krishna, invia il demone Putana alla ricerca del piccolo krishna con lo scopo di ucciderlo, perche’ aveva saputo, che una volta diventato adulto egli si sarebbe vendicato dei soprusi dello zio uccidendolo.

La storia: Putana e’ una Rakshasi (demone femminile) che viene inviata da Kamsa, il malvagio zio di Krishna, per ucciderlo, perche’ aveva saputo che, una volta divenuto adulto, Krishna si sarebbe vendicato dei soprusi operati dallo zio. Kamsa, non conoscendo la precisa identita’ di krishna, ordina al demone Putana di uccidere tutti i bambini nati di recente nella citta’ di Ambadhi.

Putana, per compiere con successo la sua missione, da orribile demone si trasforma in donna bellissima. Ma al momento di uccidere krishna, rimane colpita dalla sua bellezza e si innammora del bimbo. Lacerata pero’ dalla paura della vendetta di Kamsa, nonostante l’amore provato, decide di uccidere il bambino allattandolo al suo seno avvelenato. Krishna, accortosi dell’inganno di Putana, ma provandone compassione, le succhia potentemente il suo latte e con esso tutta la sua energia vitale,liberandola cosi’ dal suo corpo demoniaco.